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Guida · VersoNoi

Benessere lavorativo: cos'è e come promuoverlo in azienda

A cura del team clinico di VersoTe · 6 minuti di lettura

Di benessere lavorativo si parla molto, spesso come di un elenco di benefit: la frutta in ufficio, la palestra convenzionata, il venerdì pomeriggio libero. Sono cose utili, ma da sole non bastano. Il benessere di chi lavora dipende soprattutto da come è organizzato il lavoro e da come le persone ci stanno dentro.

Cos'è il benessere lavorativo

È la condizione in cui una persona riesce a fare il proprio lavoro senza che le costi più di quanto può dare. Riguarda il corpo, la mente e le relazioni: sentirsi capaci, sapere cosa ci si aspetta da sé, avere colleghi con cui collaborare, riuscire a staccare la sera.

Non vuol dire assenza di fatica. Ogni lavoro ha periodi intensi e momenti difficili. Conta la possibilità di recuperare, e di non restare soli quando il peso aumenta.

Cosa lo influenza

Nella pratica clinica e negli studi sul lavoro tornano sempre gli stessi fattori:

  • Il carico di lavoro, e soprattutto quanto è prevedibile. Un periodo intenso si regge meglio se si sa quando finisce.
  • L'autonomia: poter decidere almeno in parte come e quando fare le cose.
  • La chiarezza del ruolo: sapere cosa ci si aspetta e a chi si risponde.
  • Le relazioni con colleghi e responsabili, e il modo in cui si gestiscono i conflitti.
  • Il riconoscimento: sentire che il proprio lavoro viene visto.
  • L'equilibrio con la vita fuori: orari, reperibilità, figli, genitori da accudire.

Cosa chiede la legge

Il datore di lavoro deve valutare tutti i rischi per la salute dei lavoratori, compreso lo stress lavoro-correlato (D.Lgs. 81/2008, art. 28). La valutazione si fa con il responsabile del servizio di prevenzione e protezione e il medico competente, seguendo le indicazioni metodologiche dell'INAIL.

La valutazione dice dove intervenire. Le misure che seguono sono una scelta dell'azienda: interventi sull'organizzazione, formazione, strumenti di supporto per le persone.

Come promuoverlo, anche in una piccola azienda

Non servono grandi budget. Servono poche scelte coerenti, mantenute nel tempo.

  • Ascoltare prima di decidere. Chiedere alle persone, in forma anonima, cosa pesa di più, e dire cosa si è capito.
  • Formare chi guida gli altri. Il clima di un reparto dipende molto da come il responsabile comunica e gestisce i momenti difficili.
  • Rendere il carico visibile. Pianificare i periodi intensi e prevedere il recupero.
  • Proteggere il tempo fuori dal lavoro, a partire da email e messaggi la sera e nel fine settimana.
  • Offrire un supporto psicologico riservato: uno psicologo a cui rivolgersi senza doverlo cercare da soli.
  • Usare il welfare aziendale. I servizi di assistenza sanitaria offerti ai collaboratori rientrano tra quelli dell'art. 51 del TUIR.

Dove si inserisce VersoNoi. Copre il supporto psicologico riservato: sedute con psicologi e psicoterapeuti iscritti all'Albo, online o nella sede dell'azienda, e incontri di gruppo su temi decisi con l'azienda. Scopri VersoNoi →

Da dove cominciare

Se il tema è nuovo per voi, partite dalla valutazione dello stress lavoro-correlato già presente nel vostro documento di valutazione dei rischi. Rileggetela con il responsabile della sicurezza e scegliete una o due azioni concrete per quest'anno. Meglio poche cose fatte bene, e raccontate alle persone, che un piano ambizioso lasciato a metà.

Parliamone

Questo contenuto ha finalità informative e non sostituisce una valutazione professionale né il parere del vostro consulente del lavoro o del responsabile della sicurezza.

VersoNoi non è un servizio di emergenza. In caso di pericolo immediato, rischio per sé o per altri o urgenza sanitaria, chiama il 112/118 o recati al pronto soccorso più vicino.